mercoledì 29 ottobre 2008

Serate Cavolo nero del mese di Novembre


Continuano le serate a tema enogastronomico del Cavolo nero.

Giovedì 20 è in programma un classico della cucina tradizionale italiana, il bollito misto alla piemontese.
Il produttore di vino che abbiamo scelto per esaltare al massimo il cibo proposto è l'azienda Massolino di Serralunga d'Alba.

Qui potete visionare il programma della serata.





Giovedì 27 avremo due ospiti di eccezione :

Carlo dall'Ava delle prosciutterie Dok dall'Ava con i suoi meravigliosi prodotti e
Sebastiano de Bartoli con le sue famose Marsala, il passito di Pantelleria e due vini bianchi secchi da uve Grillo e Zibibbo.

I prosciutti proposti saranno :
- Hundok, da suino ungherese di pura razza mangalica con stagionatura di circa 22 mesi.

- San Daniele di ben 36 mesi di stagionatura.

- Fumato, identico al San Daniele come provenienza delle materie prime e comelavorazione con la sola differenza che alla fine del processo, anzichè essere marchiato, viene affumicato e quindi messo in commercio. Stagionato 24 mesi .

I vini proposti saranno :

- Grappoli del Grillo : da uve Grillo in purezza vinificato in barriques e tonneaux di rovere francese, lasciato per 8 mesi sui lieviti in barriques e 2 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Servito con uno stuzzichino di mozzarella di bufala,pomodoro secco,capperi e origano.

- Pietra nera : da uve Moscato d'Alessandria (Zibibbo) prodotto con macerazione a freddo sulle bucce e fermentazione a temperatura controllata in acciaio; passa 6 mesi in acciaio prima di essere imbottigliato.
Servito con lasagnetta al ragù bianco.

- Marsala 10 anni : da uve Grillo e Inzolia; la fermentazione del Grillo avviene in botti di rovere; il mosto dell’Inzolia invece viene arricchito con acquavite per la preparazione della mistella aggiunta al vino che verrà invecchiato con metodo Solera con una media di 10 anni.

- Marsala vecchio Samperi ventennale : prodotta dopo una selezione manuale delle uve,spremitura soffice, fermentazioe in botti di rovere da 50 Hl e un invecchiamento in botti di rovere con metodo soleras con una media di venti anni.
Le Marsala saranno servite entrambe con i prosciutti dall'Ava.

- Passito di Pantelleria Bukkuram 2005 : prodotto con uve Zibibbo dopo appassitura di 4 settimane sotto il sole di Agosto; le uve vengono fatte macerare e fermentare fino a Dicembre; dopo la svinatura e la pressatura si ottiene il Passito con una notevole concentrazione di zuccheri e aromi.
Il vino viene invecchiato 2 anni in barriques prima dell'imbottigliamento.
Servito con il tortino alla crema di mandorle e arance.


Qui potete visionare il programma della serata.

domenica 12 ottobre 2008

il Cavolo nero fra i Sovversivi del gusto


Riporto quanto apparso sui blog degli amici Michele Marziani e Marco Salzotto che sono , nell'ordine, la penna e la memoria visiva del nuovo libro dei Sovversivi del gusto di cui anche il Cavolo nero è entrato a fare parte.



San Frediano, oltre l'Arno, oltre i ponti che conducono al centro di Firenze, diladdarno come dicono i fiorentini in un vernacolo che a volte sa di turistico ma che qui sembra ancora incredibilmente autentico. Basta oltrepassare il fiume sul ponte della Carnaia, gettare lo sguardo verso la meraviglia di Ponte Vecchio, inoltrarsi per le prime vie del quartiere e si perde la patina di una delle città più visitate d'Italia senza perderne il sapore, la bellezza, le suggestioni. Anzi, Firenze vista dall'Oltrarno sa di antico, di viuzze, di botteghe... Questo è ancora, almeno in parte, il quartiere de Le ragazze di San Frediano di Vasco Pratolini. Saranno il piglio e la parlata toscana, ma ci viene in mente Bob, il protagonista rubacuori del romanzo, quando guardiamo Arturo Dori nel suo ristorante Il Cavolo Nero in via dell'Ardiglione, nel cuore del cuore di San Frediano, fa subiro pensare a Bob, . Locale che si apre in una via dove ti aspetteresti una trattoria rustica, tutta lampredotto e ribollita. Ma i tempi cambiano e la cucina pure. Così ci troviamo in un luogo accogliente, semplicemente raffinato, moderno, con radici ben ramificate in Toscana (sia Arturo, sia la moglie Michela, che lo segue in questa avventura, sono fiorentini), ma una gran voglia di spaziare, bene, tra le cucine regionali italiani, tra i sapori del mondo anche, tra gli ottimi prodotti delle campagne, del vicino Tirreno, della cultura gastronomica nazionale. Il tutto con la semplicità di un luogo dove stare bene. Un ristorante che non è né il solito posto modaiolo (a Firenze non ne mancano), né la trattoria falso tipica di cui c'è già grande abbondanza. Un luogo di cucina moderna e concreta, dove proporre in tavola il meglio di un percorso di ricerca e di passione, farlo con estro, giocando alle mescolanze e ai sapori garbati, mantenendo l'impronta fiorentina, perché qui siamo, a Firenze. Ecco allora che verrebbe da immaginare Arturo alla corte dei Medici mentre prepara un suadente caprino caldo in crosta con salsa di olive e miele o reinventa la fresca panzanella con il cous cous, o, ancora, propone il coniglio sott'olio con pomodorini secchi e olive nere. Si sbocconcella con gli ottimi pani di casa, con l'incredibile, ottimo, quasi sciamanico pane al nero di seppia. Via alle danze e alle scoperte allora, attraverso i paccheri alla Norma o gli spaghetti con sarde e finocchietto. È buona cucina che sa muoversi tra la parmigiana di melanzane, le costolette alla griglia, il coniglio... Tra la torta di mele con gelato e i biscotti di Prato, quelli del biscottificio Antonio Mattei, inzuppati nel Vin Santo, lo sguardo corre sulle pareti, segue le splendide immagini di cavoli, cavoletti, cavolfiori, verze... Ecco, concretezza ed ironia, desiderio di essere un buon ristorante, voglia di un grande sorriso: guardano verso l'obiettivo Arturo e Michela. Clic. Fuori l'atmosfera di San Frediano. Firenze. Dilladarno.

mercoledì 1 ottobre 2008

Mattonella compie 150 anni


I biscotti di Prato compiono 150 anni e la città li ha celebrati con due giorni di festeggiamenti. Nati da un’idea di Antonio Mattei nel 1858, i biscottini a base di mandorle, pinoli, uova fresche, zucchero e farina, sono diventati una vera prelibatezza, non solo in Italia ma anche all’estero