lunedì 29 settembre 2008

Verticale l'Erta - Vigliano



L'azienda, di proprietà dei fratelli Lorenzo e Paolo Marchionni , si trova al confine fra i comuni di Scandicci e quello di Lastra a Signa nella località San Martino alla Palma.
La superficie vitata è di circa 7 ettari di cui oltre il 60% è piantato a Sangiovese grosso e il rimanente con vitigni internazionali quali il Merlot, lo Chardonnay e i Cabernet Sauvignon e Franc.

Attualmente le etichette commercializzate sono 4 : il Rosso Vigliano prodotto prevalentemente con Sangiovese e aggiunte di Merlot e di Cabernet Sauvignon, l'Erta fatta con Sangiovese grosso e Cabernet Sauvignon, l'Erta Chardonnay e l'ultima nata l'Erta Sangiovese.




La degustazione verticale dell' Erta, vino di punta dell'azienda, comprendeva le annate 1998, 1999, 2001, 2004 e 2005.

1998 : colore rubino con unghia granato, colore cupo, grande estratto; naso potente con note balsamiche, frutta macerata e cuoio; in bocca è sapido con un bel tannino e una freschezza ancora spiccata; lungo finale fruttato con leggere note di liquirizia.

1999 : rubino con riflessi garnato; al naso prevalgono le caratteristiche del Sangiovese a discapito di quelle del Cabernet; frutto rosso in bella evidenza, note balsamiche quasi mentolate; il tannino è ancora aggressivo, crocccante; finale abbastanza lungo con leggere note animali.



2001 : rosso rubino con leggeri riflessi granato; bel frutto rosso e note minerali, leggera speziatura; il tannino è morbido, un po' poco presente; finale fruttato non lunghissimo.

2004 : color rubino cupo, concentrato; al naso spiccano le note balsamiche, la tostatura e le spezie dolci, lievi sentori di liquirizia, note minerali, pietra e polvere da sparo, frutta rossa matura; in bocca presenta un tannino muscoloso e una bella freschezza; lungo finale fruttato.
Il campione che ho degustato proveniva da una bottiglia con leggerissimi e quasi impercettibili problemi di tappo che non hanno però inficiato la degustazione.

2005 : con questa annata cambia l'uvaggio con l'introduzione di un 5% di Merlot a discapito del Cabernet Sauvignon.
Il colore è rosso rubino intenso con riflessi porpora; naso abbastanza potente con frutto rosso in evidenza, note balsamiche e cera da mobili; tannino potente, un po' crudo; bel finale lungo di frutta rossa.


Verticale Chianti classico Villa di Calcinaia



L'azienda Villa Calcinaia è situata a Greve in chianti ed ha una superficie vitata di circa 30 ettari quasi tutti con esposizione est/sud-est.
Gli impianti risalgono alla fine degli anni 50, fra il 1955 e il 1959.
L'uva proveniente dal vigneto piantato nel 1959 dal nome la Tinaia, è presente in tutti i vini della verticale.

Le annate degustate sono state 1969, 1975, 1999 e 2005.

1969 : Sangiovese al 100%.
Il primo assaggio messo nel bicchiere ha dei problemi e presenta una velatura molto accentuata, al naso evidenti note ossidative.
Il campione successivo ha un colore granato scuro con tipici riflessi mattone ; al naso presenta sentori di frutta sotto spirito, leggere note di tabacco da pipa, fiori secchi; in bocca abbastanza alcolico e ancora buona acidità, non ampio ; bel finale di frutta.


1975 : Sangiovese al 100%.
Colore granato con belle trasparenze; naso intenso con bel frutto in evidenza, confettura, prugna secca, frutta nera; in bocca presenta un tannino avvolgente; il finale lunghissimo.
A mio avviso il miglior vino della degustazione.

1999 riserva : Sangiovese in prevalenza e Merlot.
Rubino intenso quasi cupo; al naso sentore di caramella al lampone, note speziate in particolare di vaniglia e chiodi di garofano; tannino presente forse ancora un po' acerbo; bella persistenza e finale fruttato.

2005 riserva : Sangiovese in prevalenza e Merlot.
Bel rubino con riflessi porpora; tostatura evidente data dall'uso di legno nuovo che un po' copre la frutta rossa; tannino molto più soave del precedente; bella acidità e lungo finale fruttato.




Un passaggio al Florence wine event



Lo scorso fine settimana si è svolto nella splendida cornice dell'Oltrarno, in tre fra le più caratteristiche piazze fiorentine, piazza Pitti, piazza Santo Spirito e piazza della Passera, la seconda edizione del Florence wine event.

Ho partecipato a due degustazioni verticali di due importanti produttori del panorama enologico toscano : la Fattoria Villa Calcinaia di Sebastiano Capponi e il Podere Vigliano dei fratelli Lorenzo e Paolo Marchionni ; le verticali del prodotto di punta delle singole aziende sono state guidate da Leonardo Romanelli e da Sonia Donati.

giovedì 25 settembre 2008

Verticale vecchie annate Sammarco del Castello dei Rampolla


Con in mese di Ottobre riprendono le serate a tema enogastronomico del ristorante Cavolo nero di Firenze.
L' 8 Ottobre, in occasione della presentazione presso la stazione Leopolda delle guide l'Espresso dei vini e dei ristoranti, si terrà una degustazione verticale di vecchie annate di Sammarco del Castello dei Rampolla.

Le annate proposte saranno : 1985, 1988, 1995 e 1996.

I piatti scelti per accompagnare ed esaltare al massimo i vini in degustazione sono :



Sformatino di cavolfiore con fonduta di Parmigiano reggiano

Ravioli al piccione con fondo ristretto

Guanciale di vitella brasato con patate alle erbette



Vi ricordo che le prenotazioni potranno essere effettuate a mezzo email all'indirizzo info@cavolonero.it oppure chiamando lo 055-294744; i posti disponibili sono solamente 25 e l'evento avrà luogo solo a raggiungimento del numero minimo di 20 partecipanti.

Il costo della serata è di € 65.00 a persona.

venerdì 12 settembre 2008

Stefano Bonilli licenziato dal Gambero Rosso


Sono stato licenziato dal Gambero Rosso.

Non avevo più nessuna azione della società e adesso ne vengo anche espulso per giusta causa. Così va il mondo :-)

Questo lo scarno comunicato a firma Bonilli, apparso sulla pagina iniziale del blog Papero Giallo : http://blog.paperogiallo.net/

Ne siamo tutti molto dispiaciuti ed aspettiamo di saperne le motivazioni.

domenica 7 settembre 2008

il piccione con il suo sugo

La ricetta che sto per darvi è più facile da realizzare che da descrivere quindi, coloro che avranno la pazienza e la voglia di provarla, non si fermino davanti al primo passaggio ma vadano oltre perchè ne vale davvero la pena.

Gli ingredienti per quattro persone sono i seguenti :

  • ovviamente 4 piccioni intorno ai 500/600 grammi ciscuno.
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 1 rametto di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 piccola cipolla
  • 1 costola di sedano
  • 1 carota
  • 1 mazzetto di pepolino (timo per i non toscani !)
  • 1/2 bicchiere di vin santo secco
  • 4 fette sottili di pane casalingo
  • un paio di patate a pasta gialla
  • 8 cappelle di fungo tipo champignon o shiitake
  • olio di oliva extravergine
  • sale e pepe
La parte più complicata di questa ricetta è, come già detto, la partenza.
Si devono prendere i piccioni che vi sarete fatti eviscerare e decapitare dal vostro macellaio di fiducia e si sezionano nel seguente modo :
si staccano le parti terminali delle ali quindi si staccano queste ultime dal busto dopo avere identificato l'articolazione e aver agito proprio in quel punto con un robusto coltello affilato; si quindi la stessa cosa con le cosce provvedendo successivamente all'eliminazione della loro pelle.
Per finire si distaccheranno le due falde del petto incidendo longitudinalmente con un coltello affilato lungo lo sterno e facendo attenzione a staccare tutta la nobile carne dalla carcassa.
Al termine dell'operazione avremo sezionato il piccione in 6 diverse parti oltre al busto.
Si mette dell'olio in una casseruola e si rosolano ben bene tutte le carcasse divise a metà , fino a quando non avranno assunto un colore brunastro.
Vi consiglio di esegurie questa operazione a fuoco non troppo vivo per evitare che il gusto del fondo prenda l'amaro.
Al termine di questo passaggio si aggiunge il vino rosso e si fà evaporare l'alcol quindi si copre di acqua, sia aggiungono tutti gli odori tagliati grossolanamente, si copre e si fa sobbollire per circa 50 minuti al temine dei quali si procederà all'eliminazione delle parti solide aiutandosi con un colino a maglia fine.
Si rimette il liquido sul fuoco vivace e si fa ridurre fino ad ottenere un fondo molto ristretto e scuro; solo a questo momento si provvederà alla salataura e pepatura.
Si prepara un trito di cipolla e la si fa rosolare in una noce di burro e un paio di cucchiai di olio.
Si aggiungono i fegatini interi e i cuori divisi a metà per la lunghezza e si fa rosolare.
Si sfuma con il vin santo e si termina la cottura (circa 15 minuti) a fuoco bassissimo.
Dopo avere cotto delle patate in padella con olio e aglio, con la loro buccia e tagliate a fette abbastanza spesse, si procede alla cottura del piccione.

Si scalda la padella con poco olio di oliva, uno spicchio di aglio in camicia, il timo, la salvia e il rosmarino.
Si inizia la cottura delle ali e delle cosce che dovranno essere rosolate per 4 minuti per parte; si toglie dal fuoco e si dispone su una placca coperta di carta da forno,;si prosegue con i petti che dovranno essere cotti dalla parte della pelle per soli tre minuti.

Si finisce la cottura delle parti in forno presiscaldato a 200° per 6/7 minuti.

Si dispone il piccione in un piatto caldo accompagnandolo con alcune patate arrostite, le cappelle di fungo e il crostino di pane toscano, rosolato in padella con poco olio, su cui disporremo il composto di fegato e cuori.

Si cosparge il tutto con qualche cucchiaiata del fondo e si serve immediatamente.





mercoledì 3 settembre 2008

le api stanno morendo

Albert Einstein scrisse : "Se le api scomparissero, all'uomo resterebbero solo pochi anni di vita".
La prima cosa che ci viene in mente pensando alle api è il miele; questo è solo una cosa che mancherebbe qualora le api cessassero di abitare il nostro pianeta.
Infatti è per merito loro che avviene l'impollinazione di alberi da frutto, dell'erba medica utilizzata come foraggio per le mucche da latte e così via.
Ma perchè le api muoiono ? Oltre all'azione di un piccolo acaro, la varroa destructor , che stermina le larve dei piccoli insetti, dobbiamo all'uomo e al suo operato il rischio della loro estinzione per via dei pascoli trasformati in coltivazioni di soia per i biocarburanti, i pesticidi e l’inquinamento dei corsi d’acqua.

Qualcosa in Italia si può fare e subito. Vietare l’uso dei pesticidi nicotinoidi. In Francia lo hanno già fatto. Sulle api hanno l’effetto della nicotina. Gli fanno perdere il senso dell’orientamento, non riescono a ritornare nell’alveare e muoiono.