giovedì 27 marzo 2008

Brunello di Montalcino nella bufera


In questi giorni gli appassionati di vino che navigano fra forum, siti tematici e blog saranno sicuramente incappati nella notizia che qualche nome famoso fra i produttori ilcinesi era caduto nelle maglie della legge per dei controlli effettuati in cui emergeva l'utilizzo di uve diverse dal sangiovese.
Finalmente il Consorzio di tutela del prestigioso vino ha emesso un comunicato stampa in cui, a mio avviso, si fa chiarezza sull'accaduto.
Qui di seguito il testo :

26/3/2008


COMUNICATO STAMPA Il Consorzio del Brunello controlla i propri produttori


Fino dall’anno 2004 il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è stato investito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di esercitare i controlli sui vigneti e sui vini prodotti con la denominazione Brunello di Montalcino. Come in altre occasioni il Consorzio del Brunello è stato tra i primi ad essere investito di questo ruolo.
Questo compito è stato svolto con grande senso di responsabilità e puntigliosità da parte del personale del Consorzio stesso, battendo palmo a palmo il vigneto del Brunello di Montalcino al cui Albo sono iscritti 2000 ettari. I controlli che vengono effettuati sono di vario tipo e riguardano sia i vigneti che i vini in corso di affinamento e l'imbottigliato.
Con riferimento a notizie apparse negli ultimi giorni su alcuni siti web relative a presunte violazioni al Disciplinare di produzione del Vino Brunello di Montalcino il Consorzio di Tutela rilascia le seguenti dichiarazioni:
1.- "Rumors" secondo cui produttori di Montalcino avrebbero usato vini dal Sud Italia nel loro Brunello 2003: si tratta di un'accusa gravissima a cui stentiamo a credere e di cui peraltro il Consorzio non ha nessun riscontro di alcun genere.
2.- Per quanto attiene alla purezza dei vigneti di Brunello, nel 2007 il Consorzio ha completato l'ispezione su oltre 1667 ettari di vigneto iscritto. Nel corso di tali ispezioni, iniziate nel 2004, sono state rilevate alcune non conformità che hanno interessato solamente 17 ettari, pari a una percentuale di circa l’1% dei vigneti controllati. Si può dunque affermare che a fine 2007, più del 99% dei vigneti iscritti all’Albo del Brunello di Montalcino sono assolutamente rispondenti al Disciplinare di produzione.
E’ dichiarata intenzione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, come è suo preciso compito e come ha sempre fatto, di tutelare i vini delle quattro denominazioni del territorio di Montalcino, sia con gli strumenti di controllo imposti dalla legislazione sia con quelli ancor più stringenti previsti dalle norme interne del Consorzio.


CONSORZIO DEL VINO
BRUNELLO DI MONTALCINO
Costa del Municipio, 1
53024 MONTALCINO - Siena - Italy
tel. 0577 848246
fax 0577 849425
e-mail info@consorziobrunellodimontalcino.it
web www.consorziobrunellodimontalcino.it


sabato 22 marzo 2008

Un caro augurio di buona Pasqua a tutti i lettori del Blog.

mercoledì 19 marzo 2008

Domaine Leflaive a Puligny montrachet

Questo domaine si trova nel comune di Puligny-Montrachet, pochi km a sud-ovest di Beaune, al confine con un' altra appelation molto importante per i vini bianchi Meursault.
La superficie vitata è complessivamente 23.57 ettari di cui 5.06 Grand cru, 11.48 1er cru, 4.28 village e 2.75 di appelation generica Bourgogne.
I grand cru prodotti dall'azienda sono : Montrachet, Chevalier-Montrachet, Bàtard-Motrachet e Bienvenues-Bàtard-Montrachet.
I premier cru : Les Pucelles, le Clavoillon, les Combottes, les Folatières, Blagny sus le Dos d'Ane e Meursault sus le Dos d'Ane.
I village : les Grands Champs, les Thremblots, les Brelances, les Nosroyes e la Rue aux Vaches.
L'appellation Bourgogne : les Houlières e les Parties.
Gli assaggi, effettuati direttamente dai contenitori in acciaio, sono tutti della vendemmia 2006 che verrà imbottigliata nei prossimi mesi.

Bourgogne blanc Aoc : naso molto elegante, leggere note di torrefazione e frutta esotica, ananas fresco e banana in prevalenza; fresco in bocca e con una bella dolcezza; finale lungo solo un po' astringente, alcool presente ma non in equilibrio.

Puligny-Montrachet : più elegante del precedente, le note di torrefazione diminuiscono per lasciare più spazio agli aromi di frutta esotica; morbido in bocca, bell'equilibrio fra alcool e acidità; finale molto lungo.

Puligny-Montrachet 1er cru Clavoillon : bel colore con riflessi dorati; naso burroso potente e elegante, note minerali in evidenza e frutta esotica matura; tostatura molto spiccata, acidità non invadente, equilibratissimo; finale abbastanza lungo con note speziate.

Puligny-Montrachet 1er cru les Folatieres : spiccate note minerali e di torrefazione; burroso con sentori di frutta esotica fresca; acidità leggermente spenta, finale un po' troppo vaniglioso.

Puligny-Montrachet 1er cru les Pucelles : un po' chiuso al naso inizialmente ma poi si apre in modo esplosivo; bella mineralità; acidità spiccata; note fruttate sul finale molto lungo.

Batàrd-Montrachet Grand cru : molto potente al naso; caffè e cioccolata, frutta secca; bocca ampia, acidità avvolgente; morbido con molti polialcoli; finale lungo con spiccate note minerali.

Chevalier-Montrachet Grand cru : elegantissimo con note di spezie dolci e frutta esotica; acidità ben bilanciata con alcool e polialcoli; bella mineralità meno "rocciosa" del precedente; lungo finale sapido.

Puligny-Montrachet 1er cru Clavoillon 2005 : note spiccate di grigliatura, rosolatura, frutta esotica in evidenza; bella acidità ; finale lunghissimo.

Puligny-Montrachet 1er cru les Pucelles 1997 : piccola delusione finale; la bottiglia presentava grosse note ossidative che appiattivano sia il naso che la bocca; sentori evoluti di frutta cotta, miele e susina in evidenza.

Una piccola curiosità : la vigna Bàtard-Montrachet (bàtard in francese significa bastardo) prese questo nome perchè le uve lì prodotte davano sempre dei problemi in vinificazione che non riusciva mai a giungere al termine lasciando dei residui zuccherini non desiderati.




Bonneau du Martray a Pernard-Vergelesses



Il domaine Bonneau du Martray si trova nel comune di Pernard-Vergelesses a pochi chilometri a nord di Beaune in direzione di Digione.
La particolarita di questo domaine è che tutta la sua produzione di vini, sia bianchi che rossi, rientra sotto la denominazione grand cru : Corton Charlemagne per i vini prodotti con uve Chardonnay e Corton per quelli prodotti con uve Pinot nero.
Le vigne si trovano nel versante sud-ovest della collina de le Charlemagne dalla caratteristica forma a panettone, e sul versante ovest della coteau di Corton.
L'estensione è poco più di 6 ettari e mezzo nella parte di Aloxe-Corton e di poco più di 4 ettari e mezzo in quella di Pernard-Vergelesses; di questi, 9.5 ettari composti da 15 differenti parcelle che producono il Corton Charlemagne e 1,5 di due differenti parcelle, che producono pinot nero.
L'età media delle vigne è di circa 40 fatta eccezione per una parcella nel territorio di Charlemagne reimpiantata con chardonnay circa 4 anni fa e non ancora in produzione.

Il proprietario e viticultore Jean-Charles le Bault de la Morinière alleva le sue vigne in modo biologico da oltre 10 anni. Durante la vinificazione non utilizza lieviti selezionati dicendo di non averne mai avuto bisogno ma sostenendo anche che, qualora se ne rendesse necessario l'utilizzo, non avrebbe problemi nel farlo adducendo che senza l'utilizzo di lieviti specifici non si avrebbe, per esempio, la splendida varietà di formaggi che ha reso famoso nel mondo il suo paese.




Abbiamo degustato i vini inbottigliati, ad eccezione dell'annata 2006 ancora in botte fino alla seconda metà di Aprile; il 2007 non è stato possibile degustarlo perchè era in corso la malolattica.

Corton Charlemagne grand cru 2004 : un po' chiuso all'inizio, pare che sia la normale evoluzione di questo vino che tende a chiudersi dopo i primi 2/3 anni dalla messa in bottiglia per riaprirsi successivamente; burroso, grasso, ingresso in bocca abbastanza potente con spiccata componente acida; finale molto lungo.

Corton Charlemagne grand cru 2005 : naso potentissimo con note di tostatura, caffè e burro di cacao; spiccata mineralità , ingresso in bocca potente con bellissima acidità non spigolosa. Vino davvero bellissimo anche se più nell'aspetto olfattivo che gustativo.

Corton Charlemagne grand cru 2006 : naso molto delicato ed elegante, non potentissimo; note minerali spiccate, ingresso in bocca piacevole con acidità un po' sfuggente; finale non lunghissimo.

Corton grand cru 2005 : naso molto piacevole, forse un po' ruffiano con frutta in piena evidenza, lampone e fragolina di bosco in prevalenza; tannino un po' aspro, leggermente astringente; bella mineralità, finale non lunghissimo.

Corton grand cru 2006 : un po' chiuso al naso, note spiccate di tostatura; in bocca presenta un residuo di carbonica che lo rende leggermente pizzichino sulla lingua; tannino verde, quasi amaro.

Direi che la qualità dei vini bianchi di questo domaine è di gran lunga superiore a quella dei pinot nero; l'annata 2005 è stata davvero una spanna sopra le altre come ormai tutti i produttori, e soprattutto i folli prezzi sul mercato, ci avevano fatto capire da tempo.




lunedì 17 marzo 2008

Les grads jours de Bourgogne esperienza imperdibile.


Rientrato da una settimana in Borgogna per partecipare alla 9^ edizione della manifestazione che offriva 13 diversi eventi di degustazione di tutte le denominazioni , piccole e grandi di questa splendida regione; presenti le annate 2005 (a dire il vero in pochissimi casi), 2006 e 2007 .
Oltre alle degustazioni ufficiali ho avuto l'opportunità di visitare alcuni fra i migliori produttori della regione : Domaine Rousseau, Bonneau du Martray, Domaine Laflaive, Didier e J.Louis Amiot e lo Chateau de Montrachet diretto da Etienne de Montille.

Domaine Rousseau a Gevrey-Chambertin : La superficie vitata, tutta compresa nei comuni di Gevrey-Chambertin e Morey_saint-Denis, è di circa 13.70 ettari 100% pinot nero di cui 2.20 nella Aoc comunale, 3.45 1er cru e i restanti Aoc grand cru. L'età media delle vigne è 40/45 anni.
La densità di impianto, come del resto in tutta la Borgogna, è di circa 10.000 piante per ettaro allevate a Guyot semplice; l'esposizione è prevalentemente sud-est i terreni argillo-calcarei. La resa è intorno ai 30/35 ettolitri per ettaro e da molti anni non si procede alla fertilizzazione dei terreni e gli interventi nel campo si limitano all'utilizzo del rame e dello zolfo con pochissimi interventi all'anno. Si esegue la vendemmia verde nelle annate particolarmente produttive.
L'uva è totalmente raccolta a mano e viene deraspata al 90% prima della pigiatura. Circa 15 giorni di fermentazione alcolica con continui rimontaggi in vasche aperte di acciaio; al termine della fermentazione si procede alla pressatura soffice prima di passare nelle barriques.
L'invecchiamento procede in legni nuovi al 100% per lo Chambertin, Chambertin Clos de Bèze e Clos Saint Jaques; dal 25 al 30% di legno nuovo per il Clos des Ruchottes e Clos de la Roche; e in legno di secondo passaggio per gli altri crus.
Si utilizzano legni con tostatura media. La malolattica avviene spontaneamente in barrique.
La permanenza nelle botti è fra i 20 e i 22 mesi durante i quali vengono fatti 2 o 3 travasi.
L' imbottigliamento effettuato nei periodi di Maggio-Giugno e Agosto-Settembre, è effettuato in seguito ad una leggera filtrazione e all'assemblaggio.
La produzione media del domaine è di circa 65.000 bottiglie all'anno.

Ho degustato i seguenti vini direttamente dalle barriques :

Gevrey-Chambertin village 2006 : frutto freschissimo, tannino presente un po' asciugante, bella persistenza.

Gevrey-Chambertin 1er cru les Cazettiers 2006 : piccoli frutti rossi, complesso e intenso; leggera speziatura e note minerali in bella evidenza; tannini avvolgenti e finale fruttato molto lungo.

Charmes-Chambertin grand cru 2006 : colore molto più scarico dei precedenti, frutto intenso si percepiscono note di tostatura; ingresso dolce in bocca, tannino morbido ; bel finale lungo.

Clos de la Roche grand cru 2006 : naso potentissimo e complesso; frutto intenso, leggera speziatura; bell'ingresso in bocca con tannini molto soavi; finale lunghissimo di lampone e fragola.

Ruchottes Chambertin - clos de Ruchottes 2006 : monopole del domaine di circa 1 ettaro.
elegante e complesso, frutti rossi piccoli maturi, leggere note di speziatura e tostatura; bell'ingresso in bocca con tannino setoso ; finale leggermente amaro.

Gevrey-Chambertin 1er cru Clos Saint Jaques 2006 : potente e complesso; 100% di legno nuovo davvero poco invadente; tannino con finale un po' aspro; lunghissimo in bocca con finale di piccoli frutti rossi.

Chambertin grand cru 2006 : bel colore carico, non potentissimo al naso ma estremamente elegante; leggera speziatura e note di liquirizia; bella dolcezza in bocca con bella persistenza; tannino un po' spigoloso.

Chambertin Clos de Bèze grand cru 2006 : in questa annata la produzione è stata ridotta del 60% per una grandinata avvenuta al termine della vendemmia verde dopo la prima metà del mese di Luglio.
Potente e complesso al naso; piccoli frutti rossi, note di torrefazione e tostatura; bell'ingresso potente in bocca; tannino in evidenza abbastanza avvolgente; finale lunghissimo.

La foto qui di seguito è stata scattata al termine della visita quando, percorrendo la strada da Gevrey-Chambertin verso Chamboeuf, ho attraversato il bosco comunale di Gevrey-Chambertin. Questo è ciò che mi è apparso al culmine della collina.


Continua ...