
testo Enrico Zaccagni
foto James R. Taylor e archivio storico Magda XIII
Nasce nel 1937 dal genio di Johan Anker uno dei capolavori dell'arte navale norvegese del XX secolo.
Alfred W.G. Larsen, il più grande velista e regatante svedese di tutti i tempi, chiese all’architetto norvegese di costruire la barca più veloce dei fiordi per battere suo figlio Fridtjof, che aveva acquistato il 12M S.I. Vema III, disegnato dallo stesso Anker per il Giubileo del ’33. Il risultato fu Magda XIII, che per l’eleganza delle sue linee presto si conquistò l’appellativo di “regina dei fiordi”.
Anker, architetto navale fra i più prolifici e preparati nel progetto di imbarcazioni da regata negli anni tra il 1905 ed il 1938, disegnò per Larsen uno yacht dalle linee filanti basandosi sulla formula di stazza dei 15 M Stazza Internazionale, classe di cui sono sopravvissuti pochissimi esemplari.
Con armo Marconi, la barca risultava da progetto molto invelata, sicuramente velocissima, ma poco confortevole per l'età avanzata dell’armatore. Per questo, ridotto il piano velico e modificati i volumi per permettere maggiori comfort, fu indicata come 15M Krysser - crociera, in norvegese - mantenendo sulla vela l’indicativo della classe 15M S.I. “D” e il numero 11.
Costruita dal cantiere norvegese Anker & Jensen ha lo scafo in legno realizzato con sistema composito: fasciame di pino dell'Oregon e ordinate di acciaio e quercia.
La forma dello scafo, la sua struttura ed il rapporto dislocamento/zavorra - la zavorra in piombo pesa 25 tonnellate, circa metà del dislocamento - portano a considerare Magda XIII come un’imbarcazione progettata e costruita per prestazioni veliche elevate, più che per un uso crocieristico. Larsen, figura di spicco dello sport velico norvegese del ‘900, fu armatore di altri splendidi scafi, tra cui Hallowe'en, da lui rinominata Magda XII. Ed è proprio a questa barca che Anker si ispirò nel realizzare Magda XIII, che venne varata nel 1938.
Con una lunghezza di 22,94m e 50t di dislocamento è, tra quelle registrate nel Lloyds Register, la più grande imbarcazione costruita dal cantiere e l’ultima progettata e costruita da Anker, che morì nel 1940.
Nel 1939 Larsen si ritirò dalla nautica e cedette Magda XIII a Ingar Dobloug, altro famoso regatante norvegese che la ribattezzò, col nome delle barche di famiglia, Rollo V. Con il dilagare della II Guerra Mondiale, Rollo V fu sequestrata dalle truppe tedesche e il suo armatore imprigionato in un campo di concentramento in Norvegia. Alla fine della guerra, la barca gli fu restituita in pessimo stato ma Dobloug la restaurò perfettamente, trasformando l’armamento in yawl e montando un motore per renderla più maneggevole anche in equipaggio ridotto.
Il proprietario successivo fu Kristian Gjölberg, che vendette a sua volta la barca nel 1970 alla famiglia Falk di Stoccolma. Nel 1973 un nuovo armatore greco la portò Spagna con il nome di Eolos. Ribattezzata Hermina III, fu infine trasferita in Grecia e trasformata in barca da charter con lo stravolgimento della coperta flush deck e dei raffinati interni.
Tornata al suo antico splendore dopo un accurato restauro fra il 2001 ed il 2004 presso il Cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio, Magda XIII ha ripreso il mare il 14 giugno del 2004.
Al varo erano presenti numerosi yachtsmen norvegesi e svedesi, storici navali, membri del prestigioso KNS, il più importante Yacht Club di Norvegia. Tra gli altri Paal Helge Larsen, il nipote dello stesso Alfred Larsen, colui che volle che Magda fosse creata.
IL RESTAURO
La barca fu trovata in Grecia nell’ottobre del 2000 dall’attuale armatore completamente trasformata e appesantita: un’imponente sovrastruttura occupava una parte della coperta, nata flush deck. L’albero di quasi 30 metri era stato scorciato di oltre 6, il boma di 3. Nel tentativo di ricavare quante più cabine possibile, anche gli interni erano stati completamente stravolti. Ma sue le linee facevano intuire un cavallo di razza.
La storia della barca era ancora sconosciuta. Contemporaneamente all’inizio dei lavori di restauro strutturale presso il cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio fu così avviata la lunga ricerca storica che ne guidasse il ritorno all’antico splendore. Il restauro ha visto protagonisti oltre alle maestranze del Cantiere Del Carlo di Viareggio, lo studio Faggioni di La Spezia ed Enrico Zaccagni, autore delle ricerche storiche e coordinatore delle imprese che sono intervenute per la realizzazione dei vari impianti.
Sono stati sostituiti oltre 400 metri lineari di fasciame di Oregon pine. Il ponte, bagli compresi, è stato completamente ricostruito. Osteriggi e discenderie sono stati realizzati basandosi sui piani generali originali ritrovati al Det Norske Veritas ad Oslo e sulle tavole esecutive disegnate dallo studio Faggioni. Per gli interni è stato utilizzato il miglior mogano trovato dopo un anno di ricerca in Italia e all’estero: un tronco di 12 metri lineari di lunghezza e circa 7 metri cubi di volume di mogano Sipo (Entandrophragma utile) perfettamente stagionato, con venature e focature molto simili a quelle del mogano dell’Honduras (Swietenia macrophylla); lo stesso col quale erano stati realizzati gli interni originali, come verificato dalle preziose fotografie gelosamente custodite dai discendenti dei precedenti proprietari in Norvegia ed in Svezia. Anche l’albero eil boma sono stati ricostruiti con tavole di pino dell’Oregon, come gli originali, troppo rovinati per poter essere riallungati come dai disegni di origine.
Magda XIII è stata ricostruita sotto l’attento controllo del Registro Navale Italiano ed ha ottenuto da questo ente il livello di classificazione più alto: 100 - A - 1.1 - "Y". Per informazioni su charter: planata@inwind.it, www.magda13.com
TRADIZIONE E TECNOLOGIA
Il recupero dell’imbarcazione è stato guidato da un'onesta ricerca del miglior compromesso tra tradizione e tecnologia. Il nuovo armatore voleva che Magda XIII tornasse per quanto possibile fedele al progetto originale, ma che allo stesso tempo fosse dotata dei più moderni impianti per garantire sicurezza e comfort di navigazione. Oggi questo splendido scafo di legno con le forme di una classe metrica anni ’30 nasconde al suo interno le tecnologie del 2000: un potente motore da 238 HP, installato sotto la linea di galleggiamento per cercare di mantenere basso il baricentro, serbatoi per 800 lt di acqua e 780 di combustibile - anch’essi installati molto bassi per lo stesso motivo - due serbatoi per le acque grigie e due per le acque nere, un dissalatore da 100lt/h, un generatore di corrente da 9Kw, un impianto di aria condizionata da 42000 BTU, frigorifero, freezer, forno elettrico e a microonde, un impianto stereo multi-room che diffonde l’audio in tutte le cabine. La gestione dei dati di navigazione proveniente dagli strumenti può essere effettuata da un computer, interfacciato con gli strumenti di navigazione, e collegato a tre monitor: uno in salone, uno al carteggio ed uno in pozzetto, nascosto e quasi invisibile dall’esterno.
A bordo è stato inoltre installato un sistema di monitoraggio "touch screen" dotato di tre pannelli operatori - in pozzetto, al carteggio e a fianco della cuccetta del comandante - che permette sia di visualizzare le informazioni vitali della imbarcazione (stato delle batterie, livelli serbatoi, dati navigazione, allarmi, parametri motore etc.) sia di attivare apparati e comandare utenze (accendere luci, far partire o fermare pompe, estrattori, motori). La grande versatilità di questo sistema ha permesso di eliminare il classico ed antiestetico quadro sinottico, insieme a tutti i display ad esso associati, ai livelli e agli allarmi dei serbatoi.
DATI TECNICI
lunghezza sul ponte: 22,94m
lunghezza al galleggiamento: 16,78m
larghezza: 4,20m
bordo libero: 1,36m
pescaggio: 3,35m
superficie velica: 277,00mq
dislocamento: 50t
zavorra: 25t di piombo
sistemazione:
3 cabine doppie per gli ospiti con 2 bagni
1 cabina per 3 persone di equipaggio con bagno



