martedì 17 febbraio 2009

Giornata al castello di Ama

Ieri ho avuto il privilegio di partecipare alla degustazione svoltasi al Castello di Ama con le annate di Chianti classico vigneto Bellavista e di Villa Bucci riserva.
La splendida degustazione è stata presentata da due ospiti di eccezione : Marco Pallanti, enologo dell'azienda nonchè marito della dolcissima Lorenza Sebasti e Ampelio Bucci proprietario della omonima azienda agricola.

Le annate di Chianti classico vigneto Bellavista degustate sono state le seguenti : 2004, 2001, 1999, 1997, 1995 e 1993
quelle di Villa Bucci riserva : 2005, 2003, 2001, 1997, 1994, 1992 e 1988







Vigneto Bellavista 2004 :
potente al naso con mora matura in bella evidenza, ciliegia sotto spirito, cuoio e lievi note animali; tannino presente un po' asciugante; acidità un po' scarsa e bel finale fruttato.

Vigneto Bellavista 2001 : immediata la liquirizia poi note di caffè e di cacao, mora matura; intenso e complesso con blle note balsamiche; il tannino è presente, maturo; forse un po' piatto di acidità.

Vigneto Bellavista 1999 : caffè al primo naso poi frutta nera un po' cotta e tostatura; bella acidità e tannino setoso; lungo finale fruttato.

Vigneto Bellavista 1997 : mora matura, cassis e prugna secca, note di cera da mobili; tannino ancora scalpitante; buona acidità e finale lungo.

Vigneto Bellavista 1995 : liquirizia e frutta nera, note terziarie con una lieve ma percettibile ossidazione; bella acidità e tannino un po' piatto; lungo finale fruttato.

Vigneto Bellavista 1993 : inchiostro, pelle conciata, grafite; frutto presente ma un po' cotto; bella acidità con tannino un po' sfuggente; il finale non è lunghissimo.






Villa Bucci riserva 2005 : bel naso di frutta esotica, note minerali abbastanza evidenti, pasticceria, burro e lieve mentolatura; bella acidità, morbido con finale non lunghissimo; abbastanza sapido.

Villa Bucci riserva 2003 : note eteree e frutta bianca, fiori e bella mineralità; buona acidità con finale lungo e morbido.

Villa Bucci riserva 2001 : frutta esotica ananas in particolare, burroso con note di pasticceria; bella mineralità e acidità più elevata rispetto alle precedenti annate; retrogusto fruttoso con note di mela golden.

Villa Bucci riserva 1997 : fiori gialli e frutta esotica, buona acidità e finale lungo.

Villa Bucci riserva 1994 : colore dorato; al primo naso frutta esotica poi camomilla, note minerali spiccate; molto morbido con elevata acidità; finale lungo e fruttato.

Villa Bucci riserva 1992 : tostatura e note terziarie; torrefazione, idrocarburi pietra; bella acidità e finale molto lungo. Questa è stato il vino a mio avviso più bello e complesso della giornata.

Villa Bucci riserva 1988:





lunedì 26 gennaio 2009

Il prossimo giovedì 26 Febbraio, riprendono gli incontri enogastronomici del Cavolo nero con due ospiti di eccezione :
Sergio Capaldo del consorzio la Granda, responsabile Slow food per il settore carne e
Mauro Mascarello della cantina Giuseppe Mascarello e figlio di Castiglione Falletto.








"La Granda" è un'associazione di allevatori nata circa cinque anni fa, i quali con l'aiuto e la regia di Sergio Capaldo, hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e a una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità; quasi tutti i produttori provengono dal Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese.









I componenti della famiglia Giuseppe Mascarello si occupano di viticoltura da oltre un secolo e mezzo, dapprima come massari della marchesa Giulia Colbert Faletti di Barolo, nella conduzione della Cascina Manescotto in Comune di La Morra, quindi, verso la fine del 1800, in proprio.
La famiglia Mascarello ha in proprietà circa 15 ettari di vigneto tutti situati nella zona del Barolo.
Di alcuni come il Monprivato si può dire che facciano ormai parte della sua storia, di altri invece Mauro ha acquistato prima le uve e poi, vista la qualità, ha cercato ed è riuscito ad entrarne in possesso.

La locandina dell'evento è scaricabile al link www.cavolonero.it/lagranda_mascarello.pdf
Vi ricordo che le prenotazioni, come al solito, potranno essere effettuate a mezzo email all'indirizzo info@cavolonero.it .
oppure chiamando lo 055-294744.

mercoledì 29 ottobre 2008

Serate Cavolo nero del mese di Novembre


Continuano le serate a tema enogastronomico del Cavolo nero.

Giovedì 20 è in programma un classico della cucina tradizionale italiana, il bollito misto alla piemontese.
Il produttore di vino che abbiamo scelto per esaltare al massimo il cibo proposto è l'azienda Massolino di Serralunga d'Alba.

Qui potete visionare il programma della serata.





Giovedì 27 avremo due ospiti di eccezione :

Carlo dall'Ava delle prosciutterie Dok dall'Ava con i suoi meravigliosi prodotti e
Sebastiano de Bartoli con le sue famose Marsala, il passito di Pantelleria e due vini bianchi secchi da uve Grillo e Zibibbo.

I prosciutti proposti saranno :
- Hundok, da suino ungherese di pura razza mangalica con stagionatura di circa 22 mesi.

- San Daniele di ben 36 mesi di stagionatura.

- Fumato, identico al San Daniele come provenienza delle materie prime e comelavorazione con la sola differenza che alla fine del processo, anzichè essere marchiato, viene affumicato e quindi messo in commercio. Stagionato 24 mesi .

I vini proposti saranno :

- Grappoli del Grillo : da uve Grillo in purezza vinificato in barriques e tonneaux di rovere francese, lasciato per 8 mesi sui lieviti in barriques e 2 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Servito con uno stuzzichino di mozzarella di bufala,pomodoro secco,capperi e origano.

- Pietra nera : da uve Moscato d'Alessandria (Zibibbo) prodotto con macerazione a freddo sulle bucce e fermentazione a temperatura controllata in acciaio; passa 6 mesi in acciaio prima di essere imbottigliato.
Servito con lasagnetta al ragù bianco.

- Marsala 10 anni : da uve Grillo e Inzolia; la fermentazione del Grillo avviene in botti di rovere; il mosto dell’Inzolia invece viene arricchito con acquavite per la preparazione della mistella aggiunta al vino che verrà invecchiato con metodo Solera con una media di 10 anni.

- Marsala vecchio Samperi ventennale : prodotta dopo una selezione manuale delle uve,spremitura soffice, fermentazioe in botti di rovere da 50 Hl e un invecchiamento in botti di rovere con metodo soleras con una media di venti anni.
Le Marsala saranno servite entrambe con i prosciutti dall'Ava.

- Passito di Pantelleria Bukkuram 2005 : prodotto con uve Zibibbo dopo appassitura di 4 settimane sotto il sole di Agosto; le uve vengono fatte macerare e fermentare fino a Dicembre; dopo la svinatura e la pressatura si ottiene il Passito con una notevole concentrazione di zuccheri e aromi.
Il vino viene invecchiato 2 anni in barriques prima dell'imbottigliamento.
Servito con il tortino alla crema di mandorle e arance.


Qui potete visionare il programma della serata.

domenica 12 ottobre 2008

il Cavolo nero fra i Sovversivi del gusto


Riporto quanto apparso sui blog degli amici Michele Marziani e Marco Salzotto che sono , nell'ordine, la penna e la memoria visiva del nuovo libro dei Sovversivi del gusto di cui anche il Cavolo nero è entrato a fare parte.



San Frediano, oltre l'Arno, oltre i ponti che conducono al centro di Firenze, diladdarno come dicono i fiorentini in un vernacolo che a volte sa di turistico ma che qui sembra ancora incredibilmente autentico. Basta oltrepassare il fiume sul ponte della Carnaia, gettare lo sguardo verso la meraviglia di Ponte Vecchio, inoltrarsi per le prime vie del quartiere e si perde la patina di una delle città più visitate d'Italia senza perderne il sapore, la bellezza, le suggestioni. Anzi, Firenze vista dall'Oltrarno sa di antico, di viuzze, di botteghe... Questo è ancora, almeno in parte, il quartiere de Le ragazze di San Frediano di Vasco Pratolini. Saranno il piglio e la parlata toscana, ma ci viene in mente Bob, il protagonista rubacuori del romanzo, quando guardiamo Arturo Dori nel suo ristorante Il Cavolo Nero in via dell'Ardiglione, nel cuore del cuore di San Frediano, fa subiro pensare a Bob, . Locale che si apre in una via dove ti aspetteresti una trattoria rustica, tutta lampredotto e ribollita. Ma i tempi cambiano e la cucina pure. Così ci troviamo in un luogo accogliente, semplicemente raffinato, moderno, con radici ben ramificate in Toscana (sia Arturo, sia la moglie Michela, che lo segue in questa avventura, sono fiorentini), ma una gran voglia di spaziare, bene, tra le cucine regionali italiani, tra i sapori del mondo anche, tra gli ottimi prodotti delle campagne, del vicino Tirreno, della cultura gastronomica nazionale. Il tutto con la semplicità di un luogo dove stare bene. Un ristorante che non è né il solito posto modaiolo (a Firenze non ne mancano), né la trattoria falso tipica di cui c'è già grande abbondanza. Un luogo di cucina moderna e concreta, dove proporre in tavola il meglio di un percorso di ricerca e di passione, farlo con estro, giocando alle mescolanze e ai sapori garbati, mantenendo l'impronta fiorentina, perché qui siamo, a Firenze. Ecco allora che verrebbe da immaginare Arturo alla corte dei Medici mentre prepara un suadente caprino caldo in crosta con salsa di olive e miele o reinventa la fresca panzanella con il cous cous, o, ancora, propone il coniglio sott'olio con pomodorini secchi e olive nere. Si sbocconcella con gli ottimi pani di casa, con l'incredibile, ottimo, quasi sciamanico pane al nero di seppia. Via alle danze e alle scoperte allora, attraverso i paccheri alla Norma o gli spaghetti con sarde e finocchietto. È buona cucina che sa muoversi tra la parmigiana di melanzane, le costolette alla griglia, il coniglio... Tra la torta di mele con gelato e i biscotti di Prato, quelli del biscottificio Antonio Mattei, inzuppati nel Vin Santo, lo sguardo corre sulle pareti, segue le splendide immagini di cavoli, cavoletti, cavolfiori, verze... Ecco, concretezza ed ironia, desiderio di essere un buon ristorante, voglia di un grande sorriso: guardano verso l'obiettivo Arturo e Michela. Clic. Fuori l'atmosfera di San Frediano. Firenze. Dilladarno.

mercoledì 1 ottobre 2008

Mattonella compie 150 anni


I biscotti di Prato compiono 150 anni e la città li ha celebrati con due giorni di festeggiamenti. Nati da un’idea di Antonio Mattei nel 1858, i biscottini a base di mandorle, pinoli, uova fresche, zucchero e farina, sono diventati una vera prelibatezza, non solo in Italia ma anche all’estero





lunedì 29 settembre 2008

Verticale l'Erta - Vigliano



L'azienda, di proprietà dei fratelli Lorenzo e Paolo Marchionni , si trova al confine fra i comuni di Scandicci e quello di Lastra a Signa nella località San Martino alla Palma.
La superficie vitata è di circa 7 ettari di cui oltre il 60% è piantato a Sangiovese grosso e il rimanente con vitigni internazionali quali il Merlot, lo Chardonnay e i Cabernet Sauvignon e Franc.

Attualmente le etichette commercializzate sono 4 : il Rosso Vigliano prodotto prevalentemente con Sangiovese e aggiunte di Merlot e di Cabernet Sauvignon, l'Erta fatta con Sangiovese grosso e Cabernet Sauvignon, l'Erta Chardonnay e l'ultima nata l'Erta Sangiovese.




La degustazione verticale dell' Erta, vino di punta dell'azienda, comprendeva le annate 1998, 1999, 2001, 2004 e 2005.

1998 : colore rubino con unghia granato, colore cupo, grande estratto; naso potente con note balsamiche, frutta macerata e cuoio; in bocca è sapido con un bel tannino e una freschezza ancora spiccata; lungo finale fruttato con leggere note di liquirizia.

1999 : rubino con riflessi garnato; al naso prevalgono le caratteristiche del Sangiovese a discapito di quelle del Cabernet; frutto rosso in bella evidenza, note balsamiche quasi mentolate; il tannino è ancora aggressivo, crocccante; finale abbastanza lungo con leggere note animali.



2001 : rosso rubino con leggeri riflessi granato; bel frutto rosso e note minerali, leggera speziatura; il tannino è morbido, un po' poco presente; finale fruttato non lunghissimo.

2004 : color rubino cupo, concentrato; al naso spiccano le note balsamiche, la tostatura e le spezie dolci, lievi sentori di liquirizia, note minerali, pietra e polvere da sparo, frutta rossa matura; in bocca presenta un tannino muscoloso e una bella freschezza; lungo finale fruttato.
Il campione che ho degustato proveniva da una bottiglia con leggerissimi e quasi impercettibili problemi di tappo che non hanno però inficiato la degustazione.

2005 : con questa annata cambia l'uvaggio con l'introduzione di un 5% di Merlot a discapito del Cabernet Sauvignon.
Il colore è rosso rubino intenso con riflessi porpora; naso abbastanza potente con frutto rosso in evidenza, note balsamiche e cera da mobili; tannino potente, un po' crudo; bel finale lungo di frutta rossa.


Verticale Chianti classico Villa di Calcinaia



L'azienda Villa Calcinaia è situata a Greve in chianti ed ha una superficie vitata di circa 30 ettari quasi tutti con esposizione est/sud-est.
Gli impianti risalgono alla fine degli anni 50, fra il 1955 e il 1959.
L'uva proveniente dal vigneto piantato nel 1959 dal nome la Tinaia, è presente in tutti i vini della verticale.

Le annate degustate sono state 1969, 1975, 1999 e 2005.

1969 : Sangiovese al 100%.
Il primo assaggio messo nel bicchiere ha dei problemi e presenta una velatura molto accentuata, al naso evidenti note ossidative.
Il campione successivo ha un colore granato scuro con tipici riflessi mattone ; al naso presenta sentori di frutta sotto spirito, leggere note di tabacco da pipa, fiori secchi; in bocca abbastanza alcolico e ancora buona acidità, non ampio ; bel finale di frutta.


1975 : Sangiovese al 100%.
Colore granato con belle trasparenze; naso intenso con bel frutto in evidenza, confettura, prugna secca, frutta nera; in bocca presenta un tannino avvolgente; il finale lunghissimo.
A mio avviso il miglior vino della degustazione.

1999 riserva : Sangiovese in prevalenza e Merlot.
Rubino intenso quasi cupo; al naso sentore di caramella al lampone, note speziate in particolare di vaniglia e chiodi di garofano; tannino presente forse ancora un po' acerbo; bella persistenza e finale fruttato.

2005 riserva : Sangiovese in prevalenza e Merlot.
Bel rubino con riflessi porpora; tostatura evidente data dall'uso di legno nuovo che un po' copre la frutta rossa; tannino molto più soave del precedente; bella acidità e lungo finale fruttato.




Un passaggio al Florence wine event



Lo scorso fine settimana si è svolto nella splendida cornice dell'Oltrarno, in tre fra le più caratteristiche piazze fiorentine, piazza Pitti, piazza Santo Spirito e piazza della Passera, la seconda edizione del Florence wine event.

Ho partecipato a due degustazioni verticali di due importanti produttori del panorama enologico toscano : la Fattoria Villa Calcinaia di Sebastiano Capponi e il Podere Vigliano dei fratelli Lorenzo e Paolo Marchionni ; le verticali del prodotto di punta delle singole aziende sono state guidate da Leonardo Romanelli e da Sonia Donati.

giovedì 25 settembre 2008

Verticale vecchie annate Sammarco del Castello dei Rampolla


Con in mese di Ottobre riprendono le serate a tema enogastronomico del ristorante Cavolo nero di Firenze.
L' 8 Ottobre, in occasione della presentazione presso la stazione Leopolda delle guide l'Espresso dei vini e dei ristoranti, si terrà una degustazione verticale di vecchie annate di Sammarco del Castello dei Rampolla.

Le annate proposte saranno : 1985, 1988, 1995 e 1996.

I piatti scelti per accompagnare ed esaltare al massimo i vini in degustazione sono :



Sformatino di cavolfiore con fonduta di Parmigiano reggiano

Ravioli al piccione con fondo ristretto

Guanciale di vitella brasato con patate alle erbette



Vi ricordo che le prenotazioni potranno essere effettuate a mezzo email all'indirizzo info@cavolonero.it oppure chiamando lo 055-294744; i posti disponibili sono solamente 25 e l'evento avrà luogo solo a raggiungimento del numero minimo di 20 partecipanti.

Il costo della serata è di € 65.00 a persona.

venerdì 12 settembre 2008

Stefano Bonilli licenziato dal Gambero Rosso


Sono stato licenziato dal Gambero Rosso.

Non avevo più nessuna azione della società e adesso ne vengo anche espulso per giusta causa. Così va il mondo :-)

Questo lo scarno comunicato a firma Bonilli, apparso sulla pagina iniziale del blog Papero Giallo : http://blog.paperogiallo.net/

Ne siamo tutti molto dispiaciuti ed aspettiamo di saperne le motivazioni.