mercoledì 3 febbraio 2010

Chianti classico Collection 2010



Non perdetevi la prossima edizione della manifestazione Chianti classico collection. Oltre 130 le aziende che presenteranno le ultime annate di Gallo Nero in un evento che vedrà anche la partecipazione di circa 200 giornalisti provenienti da tutto il mondo per giudicare il Chianti Classico di oggi e quello di domani delle anteprime da botte 2009.

Nel 2010 la tradizionale “due giorni” dedicata al Gallo Nero si svolgerà il 16 febbraio (esclusivamente per la stampa specializzata) e il 17 febbraio (anche per gli operatori del settore), nel suggestivo scenario della Stazione Leopolda di Firenze (Viale Fratelli Rosselli, 5), ormai consueta location della manifestazione.

Come da tradizione il primo giorno, 16 febbraio, sarà dedicato esclusivamente alla stampa nazionale e internazionale, mentre il 17 febbraio dalle ore 12.00 l’evento vedrà anche la partecipazione degli operatori del settore che avranno tempo fino alle 20.00 per incontrare i produttori e testare le diverse etichette in degustazione.
Per iscriversi basterà accedere al sito della manifestazione
www.chianticlassicocollection.it e seguire le istruzioni per l’iscrizione. Pochi clik, insomma, per partecipare a uno degli eventi più importanti del settore.




giovedì 28 gennaio 2010

Visita al' azienda biologica il Casale a Pienza





Una vita passata ad organizzar concerti, poi in mezzo al mare ad attraversarlo in lungo e in largo su una barca a vela; questa la loro vita prima di decidere di ritirarsi in quest’angolo di paradiso a metà strada fra le città di Montepulciano e Pienza; e così, per Ulisse e Sandra, il panorama mozzafiato della val d’ Orcia prende il posto dell’oceano e i loro cinque figli e la miriade di animali, quello delle folle scalmanate di un concerto rock.

E’ una bella azienda la loro, condotta con i criteri dell’agricoltura biologica; di quelle autosufficienti che producono tutto per il consumo proprio e per sfamare i tanti ospiti che ogni anno vengono a far loro visita.

Chi viene qui è il vero appassionato della vita rurale passata in mezzo agli animali e al verde. Qui è tutto senza troppi fronzoli, vero, genuino e in pieno contrasto con la miriade di pseudo-agriturismo chic che negli ultimi vent’anni ha invaso la nostra regione.

Da qui passano ragazzi da tutto il mondo per prestare gratuitamente la loro opera, persone che fanno parte dell’associazione Wwoof e che girano il mondo per imparare a fare il formaggio, a tosare le pecore, a fare il vino, a lavorare la terra e a fare tutta la miriade di piccoli lavori che ogni giorno scandisce il tempo di una fattoria biologica o biodinamica.


Io sono venuto a trovarli perché un amico di Slowfood mi aveva parlato di loro, del loro progetto e soprattutto del loro formaggio; non è certo questo il periodo migliore per la visita, gli animali sono in una sorta di letargo e solo con i mesi di Marzo / Aprile si rientrerà a pieno ritmo in produzione con i pecorini e i caprini.


Tornerò sicuramente con la bella stagione dato che la visita di ieri, oltre a tante piacevoli emozioni, mi ha regalato un fastidiosissimo raffreddore.



lunedì 25 gennaio 2010

Corsi di cucina mese di Febbraio 2010.






Con il mese di Febbraio inizia il ciclo dei corsi di cucina che terrò presso la sede del g.s. Floriagafir - Giardini Bellariva Lungarno Aldo Moro.


Quattro serate dedicate a tutti coloro che, rientrati a casa dopo una giornata di lavoro e poca voglia (o tempo…) di mettersi ai fornelli, sono stanchi di cedere al richiamo della pizza da asporto o del solito piatto di pasta al tonno… Sarà mio compito cercare di stuzzicare il cuoco che c’è in voi attraverso una serie di ricette semplici e veloci, preparazioni che vedranno alternarsi in padella carni, pesci, verdure ecc. Il tutto preparato in diretta dai partecipanti e poi testato insieme, in abbinamento con il giusto vino.



Programma delle lezioni



Lunedì 1 Febbraio 2010 ore 20.00

Lezione 1 - I primi piatti




Lunedì 8 Febbraio 2010 ore 20.00

Lezione 2 - I piatti unici




Lunedì 15 febbraio 2010 ore 20.00

Lezione 3 - I secondi di pesce




Lunedì 22 febbraio 2010 ore 20.00

Lezione 4 – I piatti vegetariani






Le iscrizioni si effettuano chiamando la segreteria del quartiere 2 (Federica Tucci) allo 055-2767828.

Il costo delle 4 lezioni è di € 130,00 a persona.


giovedì 21 gennaio 2010

E' nata la delegazione ONAF di Firenze




Domenica 16 Gennaio, durante l'assemblea dei soci ONAF delle Province di Firenze e Prato, alla presenza del Vice-presidente ONAF Elio Ragazzoni e del Consigliere nazionale Gildo Carabelli, è stata ufficialmente costituita la DELEGAZIONE ONAF DI FIRENZE.



Vi comunico che ho avuto il privilegio di essere nominato Consigliere e che sarò a disposizione di quanti vogliano avvicinarsi alla nostra associazione; invito pertanto chiunque fosse interessato a ricevere informazioni riguardo all' ONAF, a contattarmi scrivendomi a info@arturodori.com oppure chiamandomi al 345.7128511.


lunedì 18 gennaio 2010

Agnolotti del Plin


INGREDIENTI PER SEI PERSONE :


PER LA PASTA :

- 250 grammi farina O

- un uovo intero + due tuorli.

- un pizzico di sale


PER IL RIPIENO:

- 250 grammi di arista di maiale

- 250 grammi dimagro di vitella

- 1 cipolla

- 1 rametto di rosmarino

- qualche fogliolina di salvia

- 1 spicchio di aglio

- 1/2 bicchiere di vino rosso

- brodo vegetale.

- sale e pepe

- una grattata di noce moscata.

- 5 cucchiai di parmigiano grattugiato

- 300 grammi di spinaci lessati

- 30 grammi di burro.



PROCEDIMENTO :

Mettete la farina sulla spianatoia, aggiungete l'uovo e i tuorli, il pizzico di sale e lavorate bene fino ad ottenere un impasto liscio, leggermente appiccicoso ed elastico; se dovesse risultare troppo duro aggiungete poca acqua tiepida alla volta.

Mettete l'impasto in una ciotola, coprite con pellicola e lasciate riposare in frigo per almeno un' ora.

Rosolate bene la carne in una casseruola con poco olio e la cipolla fatta a fette non troppo sottili.

Aggiungete il vino rosso e lasciate evaporare a fuoco vivace; abbassate la fiamma, coprite e lasciate cuocere lentamente per circa due ore aggiungendo poco brodo vegetale caldo se dovesse asciugarsi troppo.

Al termine della cottura lasciate freddare la carne quindi trituratela finemente e aggiungeteci il parmigiano grattugiato, la noce moscata e gli spinaci saltati al burro e tritati finemente; aggiustate di sale e pepe.

Stendete la pasta abbastanza sottilmente facendo attenzione ad infarinare la sfoglia perché non si appiccichi troppo.


Con l'aiuto di una sac a poche disporre tante palline di una quantità pari al nocciolo di una ciliegia sul bordo lungo della sfoglia distanziandole fra di loro di circa 1,5 cm.



Ripiegate il bordo in avanti e premete leggermente per saldare; pizzicate quindi la pasta con l'indice e il pollice lateralmente al ripieno e quindi, con l'utilizzo dell'apposita rotella, ritagliate la striscia poco sopra il ripieno ottenendo una specie di collana.







Ritagliate i singoli agnolotti e metteteli sul tavolo infarinato coperti con un canovaccio pulito.

Si cuociono in abbondante acqua salata e si condiscono con parmigiano reggiano e burro aromatizzato con la salvia oppure con il fondo del' arrosto ottenuto sgrassando la casseruola dove lo si è cotto e facendolo quindi ridurre a fuoco vivo.











domenica 17 gennaio 2010

Visita al caseificio



Cielo terso, temperatura bassissima, forte vento da nord di quelli che spaccano la faccia, visibilità senza fine; la giornata ideale per la visita al caseificio biologico S.Anna di Monteroni d'Arbia in provincia di Siena.

L'azienda pratica agricoltura biologica dal 1999 e da Aprile 2002 ha ottenuto la certificazione di produzione biologica ICEA anche per l'allevamento e per il caseificio.


Purtroppo l'impianto di produzione casearia non era in funzione quindi le fasi più salienti ci sono state descritte scrupolosamente da Roberto Funghi, responsabile per Firenze della Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi (ONAF) di cui anch'io faccio parte.


Qui di seguito riporto le fasi salienti della caseificazione con l'ausilio di alcune immagini.


Il latte proveniente dalle pecore dell'azienda arriva al caseificio e subisce un trattamento di pastorizzazione con un macchinario che lo porta velocemente ad una temperatura on inferiore ai 71,7° per una quindicina di secondi per poi, sempre velocemente, riabbassarla fino ai 20°. Questo processo ha come scopo l'abbattimento della carica batterica e dei germi patogeni.


Al termine di questo processo il latte viene messo in una caldaia da circa 1.000 litri e gli vengono aggiunti i fermenti; l'aggiunta al latte di microrganismi selezionati sviluppatisi naturalmente nel latte (latte-innesto) o nel siero (siero-innesto) è necessaria per la corretta acidificazione del latte. Dopo una breve fase di mescolamento e dopo aver portato la temperatura del latte intorno ai 36° viene aggiunto il caglio che provvederà a creare una massa gelatinosa e compatta, la cagliata appunto.




Si procede quindi alla rottura della cagliata tagliandola con appositi attrezzi, riducendo la massa in dimensioni più o meno piccole; se vogliamo fare un formaggio a pasta morbida come uno stracchino o una crescenza, il contenuto di acqua presente dovrà essere maggiore di quando invece intendiamo produrre un formaggio secco come un pecorino o un Montasio quindi, nel primo caso la cagliata verrà ridotta a dimensioni relativamente grandi, nell'ordine di un nocciolo di ciliegia, nella seconda ipotesi invece delle dimensioni di un chicco di riso.


Il passaggio successivo è la messa in forma della cagliata e lo sgrondamento del siero dalla stessa.

Questo processo si effettua con l'ausilio di una tramoggia in acciaio perforato sotto i cui fori vengono messi i cestini che conterranno la quantità giusta di cagliata.


Si passa quindi alla stufatura, processo che consiste nel porre le forme di formaggio in un locale umido con temperatura tra i 24 e i 28 gradi per un tempo variabile tra qualche ore e 24 ore, a completare il processo fermentativo.

Prima di passare alla fase successiva la forme vengono spazzolate con un apposito macchinario per eliminare muffe e sporco.






Quindi la stagionatura, fase terminale della fabbricazione che determina le condizioni finali del formaggio. Avviene in locali appositi (cantine, grotte, ecc.) oppure, come in questo caso in celle termoregolate.










Il processo finale della lavorazione del latte è la produzione della ricotta che viene fatta in appositi contenitori che portano la temperatura del siero intorno agli 80°









sabato 26 dicembre 2009

Ghirighìo




INGREDIENTI PER UN DOLCE DA 6 PERSONE :
- 300 grammi di farina di castagne nuova.
- 150 grammi di noci sgusciate.
- 60 grammi di uvetta ammollata.
- un rametto di rosmarino.
- mezzo bicchiere di olio extravergine
- sale e pepe q.b.
- acqua tiepida q.b.








PROCEDIMENTO :
Impastare in una ciotola l'acqua con la farina setacciata facendo attenzione che non si formino grumi; aggiungete sufficiente acqua fino ad ottenere un impasto cremoso ; coprite e lasciate riposare per circa mezz' ora.


Foderate una teglia rotonda di circa 26 cm di diametro con carta forno e versateci l'impasto.
Aggiungete i gherigli di noce divisi in quarti, l'olio, l'uvetta, qualche fogliolina di rosmarino, un pizzico di sale e una macinata di pepe.
Cuocete in forno caldissimo (190°/200°) per circa venti minuti fino a quando la superficie non inizia a screpolarsi e le noci a prendere colore.

Servite il Ghirighio tiepido accompagnandolo con un cucchiaio abbondante di ricotta di pecora freschissima.



venerdì 25 dicembre 2009

Note sulla cucina e altre cose di Guido Peyron

Ieri, a casa di una simpatica amica fiorentina, mi sono imbattuto in questa pubblicazione del 1956 del famoso pittore nato a Firenze nel 1898.


Riporto una piccola precisazione dell'autore che, a mio avviso riassume in un modo bellissimo il mio mestiere.


... "la cucina è colore, cervello, naso.
Volevo dire che la cucina è colore, poesia e profumo. Maneggiamento simile a quello di chi pratica le arti plastiche, allo stemperamento dei colori, al preparare sulla tavolozza degli accostamenti; lavoro simile a quello di chi deve maneggiare con le mani la creta per metterla sopra l'armatura, e credo che fare l'armatura sia forse per lo scultore il momento più bello e più vivo, come lo è per il pittore il primo stemperare dei colori dopo l'abbozzo, per il musicista la corsa improvvisa della mano sul foglio rigato."...

domenica 13 dicembre 2009

Verticale storica Messorio a le Macchiole di Cinzia Merli



La scorsa settimana ho avuto il privilegio di partecipare ad una splendida degustazione a le Macchiole; dopo le verticali di Paleo dello scorso anno e successivamente di Scrio, è stata la volta del Merlot dell'azienda il Messorio.
Dalla 1994, prima annata prodotta, fino alla 2007 da pochi mesi in bottiglia.


Monumentale la 1997 con un frutto ancora fresco e con un tannino avvolgente; 2006 a detta di molti la migliore con naso potente e finale lunghissimo; la 2004, la mia preferita anche se il finale ha una leggera nota amarognola; e poi il 95 sorpresa della serata insieme al 2002 con lievi note animali, 99 potente e complesso con una bella speziatura, il 2000 il più bordolese di tutti, 2001 con un tannino avvolgente e un finale lunghissimo, 2003 che, nonostante l'annata, presentava un bel frutto non cotto, il 2005 potente e speziato e il 2007 ancora in affinamento; purtroppo, sia il 98 che il 94 avevano problemi di tenuta di tappo.


Un ringraziamento a Cinzia che ogni volta ci fa sentire come a casa e alle altre persone che hanno reso possibile la serata.

sabato 14 novembre 2009

Tortino di carciofi



INGREDIENTI PER DUE PERSONE :

- quattro carciofi morellini o violetti.
- quattro uova fresche.
- mezzo bicchiere di olio extravergine.
- farina q.b.
- sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO :
Pulire i carciofi rimuiovendo le foglie più dure quindi tagliare le punte e tagliate i carciofi in verticale otttenendo tre o quattro fette dello spessore di circa un dito; tenere i carciofi immersi in abbondante acqua e aceto o acqua e limone per evitare che si anneriscano.


Sgrondare bene per rimuovere l'acqua in eccesso e, senza toglierli dalla ciotola, aggiungete poca farina mescolando bene per far sì che i carciofi ne vengano ricoperti.


Scaldare l'olio in una padella antiaderente o ancora meglio in una nera di ferro e disporre le fette di carciofo ordinatamente e rosolatele molto lentamente da entrambi i lati; fate attenzione a non alzare troppo la fiamma perchè, così facendo i carciofi cuoceranno all'esterno rimanendo però duri all'interno; al temine della cottura i carciofi avranno assorbito praticamente tutto l'olio.



Sbattete poco le uova intere in una terrina aggiungendoci un paio di cucchiai di acqua; aggiustare di sale e versare sui carciofi che avrete lasciato nella padella.
Fate cuocere a fuoco largo ma basso facendo attenzione a sollevare il tortino di lato, aiutandovi con una forchetta e piegando la padella per far sì che l'uovo ancora liquido passi sotto e cuocia.
Portate a cottura lasciando l'uovo abbastanza morbido.

A mio avviso non va aggiunto niente al tro nè prezzemolo nè limone come invece qualcuno fa...al limite, avendone a disposizione, una bella e abbondante aggiunta di bianco e profumato tartufo !